31 Maggio 2022

Bonus 200 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti

Studio Ciulla Articolo blog - 3

Scopri come ricevere il bonus 200 euro

Il testo del decreto legge n. 50 del 17 maggio 2022, recante “misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale fornendo le risposte su chi sono i beneficiari della misura, e relative condizioni per avere diritto al bonus 200 euro.
L’articolo 31 del decreto legge 50/2022 introduce il Bonus 200 euro in busta paga, fissandone subito il requisito essenziale:
Ai lavoratori dipendenti di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, non titolari dei trattamenti di cui all’articolo 32 e che nel primo quadrimestre dell’anno 2022 hanno beneficiato dell’esonero di cui al predetto comma 121 per almeno una mensilità, è riconosciuta per il tramite dei datori di lavoro nella retribuzione erogata nel mese di luglio 2022, una somma a titolo di indennità una tantum d’importo pari a 200 euro.

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Bonus 200 euro per lavoratori dipendenti
La misura prevede un bonus di 200 euro nel mese di luglio, erogati una tantum, ai lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito annuo da lavoro fino a 35 mila euro lordi e che già sfruttano (per il primo quadrimestre 2022) la riduzione dei contributi Inps dello 0,8%.
Ne hanno diritto anche i lavoratori domestici, i lavoratori stagionali, gli autonomi e chi percepisce il reddito di cittadinanza o la disoccupazione.

Come si ottiene il Bonus 200 euro
A pagare il bonus 200 euro è il datore di lavoro, il quale erogherà il contributo una volta verificato che tra le prime quattro buste paga dell’anno ce n’è almeno una d’importo inferiore a 2.692 euro.
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Il datore di lavoro potrà poi recuperare quanto anticipato al dipendente con il primo pagamento delle imposte utile.
In presenza di più rapporti di lavoro occorre fare attenzione perché il Bonus 200 euro spetta una volta sola: in caso contrario deve esser restituito tramite la prossima dichiarazione dei redditi.
Dunque, non serve fare richiesta, in quanto agli aventi diritto saranno caricati automaticamente nel cedolino stipendiale e, molto importante, l’indennità non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali (non verrà quindi indicato nella Dsu ai fini Isee).

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